L’Institute for Global Peacecraft è un’organizzazione non governativa con status consultivo speciale presso il Consiglio economico e sociale. Contribuisce al lavoro delle Nazioni Unite attraverso dichiarazioni scritte ed eventi. Le domande e le risposte che seguono descrivono questo lavoro e il significato dello status. La struttura del sistema delle Nazioni Unite è illustrata nell’organigramma del sistema delle Nazioni Unite.
L’Istituto fa parte delle Nazioni Unite?
Non in quanto organo delle Nazioni Unite. L’Istituto è un’organizzazione non governativa indipendente, registrata ai sensi del diritto svedese, con status consultivo speciale presso il Consiglio economico e sociale. Non è stato istituito dall’Assemblea generale né da alcun altro organo delle Nazioni Unite, non fa parte del Segretariato né di alcun fondo, programma o agenzia, e le persone che collaborano con esso, compresi i suoi trainee di ricerca, non sono funzionari delle Nazioni Unite. Non utilizza il nome né l’emblema delle Nazioni Unite come propri e non parla a nome dell’Organizzazione. Il suo Statuto lo descrive come apolitico, apartitico, aconfessionale e non governativo.
Che cosa significa lo status consultivo speciale presso il Consiglio economico e sociale?
Lo status consultivo è il rapporto tra il Consiglio economico e sociale e le organizzazioni non governative, disciplinato dalla risoluzione 1996/31 del Consiglio economico e sociale. Ai sensi di tale risoluzione, lo status consultivo speciale è riservato alle organizzazioni «che possiedono una competenza particolare in alcuni soltanto dei settori di attività di cui si occupano il Consiglio e i suoi organi sussidiari, e che se ne occupano in modo specifico» (traduzione non ufficiale). Le organizzazioni con status consultivo speciale possono designare rappresentanti che assistano in qualità di osservatori alle sedute pubbliche del Consiglio e dei suoi organi sussidiari e possono presentare dichiarazioni scritte su questioni nelle quali hanno una competenza particolare. Lo status dell’Istituto è riportato nelle sue due dichiarazioni scritte al Consiglio dei diritti umani, A/HRC/58/NGO/136 e A/HRC/60/NGO/307, che lo descrivono come «un’organizzazione non governativa con status consultivo speciale» (traduzione non ufficiale).
Che cosa ha presentato l’Istituto agli organi delle Nazioni Unite?
Tre dichiarazioni scritte, ciascuna pubblicata dalle Nazioni Unite:
- A/HRC/58/NGO/136, «Reinforcing the Foundations of Peace and Human Rights: A Call for Philosophical and Scientific Rigour», Consiglio dei diritti umani, cinquantottesima sessione, punto 3 dell’ordine del giorno, distribuita il 20 febbraio 2025.
- E/C.2/2025/CRP.48, punto 66, una dichiarazione al segmento di alto livello del Consiglio economico e sociale, sessione 2025, sull’Obiettivo di sviluppo sostenibile 16, luglio 2025.
- A/HRC/60/NGO/307, «From Exploitation to Equitable Peace: Advancing Economic Justice Through Irenomics», Consiglio dei diritti umani, sessantesima sessione, punto 3 dell’ordine del giorno, distribuita il 27 agosto 2025.
Che cosa ha proposto l’Istituto?
Due delle dichiarazioni chiedono una definizione più chiara di che cosa sia la pace, a livello delle Nazioni Unite. Nella sua dichiarazione al segmento di alto livello del Consiglio economico e sociale (E/C.2/2025/CRP.48), l’Istituto ha raccomandato, tra l’altro, di «istituire un Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla pace incaricato di esaminare l’evoluzione delle dimensioni normative, scientifiche e operative della pace» e di «creare un Comitato dell’ECOSOC sulla pace dedicato allo studio dei fondamenti empirici e filosofici della pace e dei diritti umani» (traduzione non ufficiale). Nella dichiarazione A/HRC/58/NGO/136 ha proposto che il Consiglio dei diritti umani consideri l’istituzione di un organismo di ricerca permanente e interdisciplinare sui principi filosofici della pace e dei diritti umani. Si tratta di proposte dell’Istituto; nessun organo delle Nazioni Unite vi ha dato seguito.
L’Istituto ha organizzato eventi presso le Nazioni Unite?
Sì, uno. Il 24 marzo 2025, dalle 12.00 alle 13.00, l’Istituto ha organizzato e moderato un evento collaterale alla cinquantottesima sessione del Consiglio dei diritti umani, «The Future of Peace: Defining a Foundation for Global Peacecraft», nella Sala XXV del Palais des Nations, a Ginevra. Tra i relatori figuravano l’Esperta indipendente delle Nazioni Unite sui diritti umani e la solidarietà internazionale e il Direttore esecutivo dell’Ufficio internazionale per la pace (International Peace Bureau). Il Direttore ha moderato l’evento e ha presentato la ricerca dell’Istituto.
Evento collaterale alla cinquantottesima sessione del Consiglio dei diritti umani
L’Istituto prende posizione in conflitti specifici?
No. L’Istituto si schiera dalla parte della pace, non di uno Stato, di una parte o di un movimento. Ai sensi del suo Statuto è indipendente: apolitico, apartitico, aconfessionale e non governativo. La sua ricerca può qualificare una condotta come pacifica o violenta secondo le definizioni che ha pubblicato, sulla base di criteri dichiarati e delle prove disponibili. Tali qualificazioni riguardano la condotta, non l’identità di uno Stato, di una parte o di una persona.
Come possono uno Stato membro, un’entità delle Nazioni Unite o un ricercatore collaborare con l’Istituto?
Le Rappresentanze permanenti, le entità delle Nazioni Unite e i ricercatori possono scrivere all’Istituto in merito alla sua ricerca o a una dichiarazione o a un evento. L’Istituto offre analisi alle entità delle Nazioni Unite su richiesta. I ricercatori possono proporre un partenariato di ricerca. Studenti e giovani ricercatori possono candidarsi ai bandi pubblicati del programma trainee.
